Il Journal of Hydrology pubblica lo studio sulle sorgenti Laron e Canchero.
L'articolo è stato pubblicato nella prestigiosa rivista tecnico-scientifica con co-autore l’ing. Raffaele Marciano, responsabile Ufficio Programmazione, Progettazione e Direzione Lavori .
Lo studio analizza due piccole sorgenti montane, LAR (Laron) e CAN (Canchero), che contribuiscono a rifornire la rete idrica del comune di Fregona e che si collocano sul versante sud-occidentale del Massiccio del Cansiglio-Cavallo, nel Nord-Est Italia, sopra la pianura veneta.
Le sorgenti di montagna sono risorse idriche fondamentali per comunità ed ecosistemi, ma sempre più minacciate dai cambiamenti climatici e dalla pressione antropica (deforestazione, uso del suolo, contaminazione). Negli ultimi decenni diverse sorgenti alpine e appenniniche hanno mostrato segni di prosciugamento o sono diventate stagionali. Mentre le grandi sorgenti del Cansiglio (che alimentano il fiume Livenza) sono già ben studiate, le sorgenti minori come LAR e CAN — pur piccole, con portate da pochi litri al secondo a qualche centinaio — restano essenziali per gli acquedotti locali e finora non erano mai state caratterizzate.
I ricercatori (Università Ca' Foscari Venezia, ARPAV, Piave Servizi) hanno monitorato per un periodo di tre anni (2018-2021) portata, temperatura, conducibilità elettrica, chimica delle acque e composizione isotopica (ossigeno e idrogeno) delle due sorgenti, applicando anche l'indice di vulnerabilità VESPA, già utilizzato in altre sorgenti del Nord Italia.
Risultati principali:
- CAN (sorgente Canchero) risponde molto rapidamente alle piogge (ricambio in 1-4 giorni): è molto vulnerabile, alimentata da un sistema poco profondo che scorre attraverso detriti di versante.
- LAR (sorgente Laron) ha una risposta più lenta e attenuata (9-22 giorni), segno di un circuito più profondo con maggiore capacità di accumulo, attraverso rocce fratturate e carsificate alternate a strati meno permeabili (marne, argille).
- Gli isotopi dell'acqua indicano che la ricarica proviene dall'area del Monte Pizzoc, a quote medie di circa 620-880 m. Lo studio rivela che le due sorgenti non risultano collegate al grande sistema carsico regionale del Cansiglio, alimentandosi invece da circuiti idrici locali e indipendenti.
Le due sorgenti, pur trovandosi nello stesso massiccio e a poca distanza l'una dall'altra, sono sostenute da sistemi di flusso idrogeologico sostanzialmente diversi, con implicazioni dirette sulla loro gestione e protezione: non si può assumere che l'intero massiccio si comporti come un unico acquifero omogeneo, ma vanno considerate le specificità di ciascun circuito idrico locale.
Dal punto di vista pratico, lo studio evidenzia che gli indici di vulnerabilità basati solo sui dati misurati alla sorgente (come VESPA) sono utili per stabilire quali sorgenti necessitano di protezione più severa, ma da soli non bastano per definire correttamente i confini delle aree di salvaguardia: vanno affiancati da analisi idrogeologiche e isotopiche più approfondite.
Nel caso studiato, le zone di tutela previste dalla normativa regionale coincidono con l'area di ricarica solo per la sorgente più vulnerabile (CAN), mentre per LAR l'approccio normativo standard non copre automaticamente l'intera area da cui proviene l'acqua.
Per questo motivo, lo studio ha permesso di definire uno schema decisionale pratico e trasferibile per scegliere il metodo più adatto a delimitare le zone di protezione di sorgenti simili, a seconda che l'acqua emerga da roccia carsica o da depositi detritici.
Infine, sottolinea che la vulnerabilità va valutata anche in funzione del tipo di inquinante: i contaminanti microbiologici sono particolarmente critici nei sistemi a risposta rapida come la sorgente CANchero, mentre gli inquinanti persistenti richiedono un'attenzione diversa, legata ai tempi più lunghi di permanenza dell'acqua nel sottosuolo.
È un altro passo avanti verso la conoscenza e la protezione delle nostre fonti e un ulteriore riconoscimento da realtà esterne alla nostra Società del valore scientifico dell'operato di Piave Servizi e del suo capitale umano.